Cos'è il Counseling e quando è utile rivolgersi al counselor

 

CHE COS'E' IL COUNSELING

 

Etimologia: la parola counseling trae spesso in inganno e viene da molti erroneamente interpretata come un’attività di consulenza o consiglio, attività invece mai presenti nel counseling. Partiamo quindi dall’origine del nome: counseling deriva dal verbo inglese to counsel che a sua volta deriva dal latino consulo-ere ovvero consolare, venire in aiuto.

 

LA NASCITA DEL COUNSELING

Il counseling è quindi una professione d’aiuto che intende promuovere la crescita personale e nasce dalla necessità di una psicologia che si concentri sul quel malessere individuale e relazionale che non è patologia, per procedere verso il benessere, inteso come vitale, ricca e soddisfacente espressione della natura umana.

 

COUNSELING, una definizione

Il counseling è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità della vita del cliente, attraverso il sostegno dei suoi punti di forza e della sua capacità di autodeterminazione.

Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.

E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, ai gruppi e alle istituzioni. (AssoCounseling 2011)

 

COUNSELOR E CLIENTE: l’oasi privilegiata di una relazione di qualità

Il counselor è innanzitutto una persona che ha svolto e continua a svolgere un percorso di crescita e di ricerca personale. Pur avendo attraversato per primo le difficoltà di un processo di autorealizzazione traendone le competenze umane e professionali necessarie per essere di aiuto agli altri, il counselor non si pone come un “esperto”, ma accoglie la persona e la sua visione del mondo nel rispetto delle sue modalità, dei suoi tempi e dei suoi bisogni. Prerogativa essenziale del counselor è un’autentica fiducia nell’altro, nella sua capacità di realizzare il proprio progetto esistenziale e nel fatto che questo progetto, così come la persona, tenda a una realizzazione armonica e positiva.

 

Un approccio, quello del counselor, che ancor prima del problema mette al centro la persona e la qualità del rapporto umano.

La qualità di questo rapporto privilegiato si fonda sull’ascolto autentico, l’empatia, l’accoglienza incondizionata e l’assenza di giudizio che permettono al cliente l’esplorazione del suo vissuto, per quanto difficile possa essere.

 

In questo clima di reciproca fiducia si intesse così una relazione in cui counselor e cliente si trovano sullo stesso piano e in cui viene agevolata l’espressione delle emozioni e dei sentimenti non per interpretarli, ma perché la persona sperimenti una possibilità alternativa per affrontare la difficoltà: il riconoscimento, l’accettazione, l’integrazione.

In questa prospettiva, il momento di difficoltà personale o relazionale che la persona attraversa diventa un’occasione preziosa per poter comprendere, attraverso la narrazione della propria storia e l’ascolto di sé, quali sono i comportamenti limitanti e quali sono le potenzialità per attuare il cambiamento e procedere verso una vita più ricca e più autentica.

 

 

PUO' ESSERE UTILE RIVOLGERSI AL COUNSELOR:

  • in un periodo di difficoltà o crisi personale, relazionale o familiare,
  • in una fase di cambiamento e in cui si voglia ritrovare la capacità di creare nuove possibilità e soluzioni,  
  • in una fase di separazione o un lutto,
  • se si vivono difficoltà in gravidanza o postpartum,
  • se si vivono stati d’ansia e tensione,
  • se si fatica a prendere una decisione
  • se le relazioni non sembrano soddisfacenti
  • se c’è bisogno di ritrovare concentrazione, creatività e motivazione,
  • se ci sono difficoltà a pianificare i propri obiettivi
  • se mancano la fiducia e l’autostima
  • se si sente il bisogno di conoscersi meglio e più a fondo e di migliorare il proprio ascolto interiore e la chiarezza mentale,

 

 

“Mostrare la ferita a questo ascoltatore era lo stesso che lavarla al fiume, finché diventasse fredda, e una sola cosa con il fiume.”

Questo ci dice Herman Hesse riportando la riflessione di Siddharta circa il suo colloquio con l’amico Vasudeva. Ed è ciò che avviene all’interno della relazione tra counselor e cliente: questo sperimenta la responsabilità verso di sé mostrando il proprio malessere e il counselor offre l’accoglienza totale, la qualità di ascolto impeccabile e gli strumenti necessari per aiutare e sostenere l’altro nella riscoperta dei suoi, nell’impegnativo processo della cura di sé.

 

 

Giovanna Capogrossi - Gestalt Counselor - Esperta in tecniche della meditazione