Il Mandala - la danza intorno al centro

 

"...Mi fu sempre più chiaro che il mandala è il centro,

è l'espressione di tutte le vie, è la via dell'individuazione."

C.G. Jung

 

IL MANDALA

Uno degli strumenti che propongo alle persone nelle fasi di cambiamento è il lavoro con il mandala, un'attività che agevola attivamente la conversazione interiore tra il Sé e l'Io e aiuta a fare esperienza del proprio punto di equilibrio, ossia del proprio centro. Negli ultimi anni si è diffusa la colorazione dei mandala come attività da dedicare al rilassamento e sebbene una migliore capacità di gestire lo stress sia uno dei benefici più immediati del lavoro sul mandala e sia certamente da incoraggiare, vorrei riportare, per gli interessati ad approfondire, alcuni spunti di ricerca.

 

Ecco un’antica storia che ci aiuta a introdurre il discorso:

“Dopo che Dio dall’Uno ebbe fatto il creato,

reggeva in mano la chiave di tutta la creazione.

Compito dell’uomo sarebbe stato allora quello di trovare questa chiave.

Per rendere la ricerca più stimolante, Egli la volle nascondere bene

E interrogò i suoi consiglieri celesti, i quali gli diedero molti suggerimenti,

tra i quali quello di portarla sulla luna. Ma Dio disse:

‘Preferisco nasconderla molto vicino e insieme molto lontano,

laddove essi la cercheranno per ultimo.’

E così la seppellì nel centro dell’uomo.”

 

Ed è proprio la ricerca di questo centro l’obiettivo del lavoro sul mandala.

 

IL MANDALA: LA DANZA E LO SPECCHIO

La figura geometrica a cui ci troviamo davanti raffigura, secondo la cultura indo-tibetana, l’ordinamento del mondo, la dinamica delle forze che agiscono in esso e che si muovono allo stesso modo all’interno di ciascuno di noi. Carl Gustav Jung, che durante il suo viaggio in India ebbe una profonda impressione del mandala e della sua forza spirituale, ne individuò poi una forma archetipica comune a culture diverse e lontane che, simboleggiando i moti dell’anima e dell’universo della psiche nella sua totalità, può indicare la via della reintegrazione della coscienza.

Proviamo a guardare la nostra vita come a una continua danza intorno al centro invisibile al quale noi, come il cerchio, dobbiamo la nostra esistenza. Viviamo nel centro anche se non riusciamo a percepirlo e desideriamo raggiungerlo.

Dedicandoci all’attività con il mandala, che inizia con la colorazione, osserveremo per prima cosa che la sua struttura perfetta ha una risonanza positiva analoga sulla nostra stessa struttura: nonostante il continuo gioco degli opposti, a volte in conflitto, sopravvive in noi l’esperienza dell’unità, dell’essere tutto in uno. Ed è proprio questo l’antico ricordo riattivato dal lavoro sul mandala, che simboleggia appunto l’uno in ogni cosa e ci permette di sperimentare la nostra partecipazione alla danza con sempre maggiore consapevolezza, per ritrovare quella chiave che ci apre a noi stessi verso la nostra autorealizzazione.

 

 

Giovanna Capogrossi 

Gestalt Counselor – Esperta in tecniche della meditazione

 

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