Meditazione e Salute


Le pratiche meditative, in Oriente come in Occidente sono da sempre lo strumento principale di percorsi, filosofie e tradizioni il cui intento sia l'evoluzione dell'uomo. Negli ultimi anni queste pratiche sono state sperimentate e prese in considerazione in relazione al benessere e al miglioramento dello stato generale. Anche il mondo scientifico sembra mostrare un crescente interesse nel comprendere quali siano i benefici che la meditazione può apportare sulla salute e in che modo possa essere utilizzata in un ottica di prevenzione e in sinergia alle cure tradizionali. Di seguito qualche paragrafo sugli effetti benefici riscontrati in relazione ad alcuni ambiti.

Sistema nervoso centrale e tono dell'umore

Diversi studi hanno dimostrato come la meditazione possa essere un utile strumento nella gestione dei disturbi dell'umore. Una ricerca, pubblicata su Jama Internal Medicine e condotta dal dott. Madhav Goyal, ha confermato l'efficacia della pratica meditativa nel ridurre ansia e sintomi depressivi, a quanto pare del tutto simile a quella esercitata dai più comuni antidepressivi e ansiolitici. Un altro studio condotto presso la University of Wisconsin-Madison ha osservato come le pratiche di meditazione possano incrementare la capacità di osservare in modo non reattivo il flusso di stimoli che viene dall'esterno, allenando al riconoscimento e all'osservazione dei processi cognitivi ed emotivi. Alcuni dati clinici indicano la meditazione come un valido strumento anche in presenza di attacchi di panico, arrivando a non avere più episodi nel lungo periodo. Nello studio condotto alla Notthingam Trent University tutti i partecipanti, affetti da stress e depressione, hanno riscontrato miglioramenti dello stato psichico e benessere dopo essere stati allenati alla meditazione. E' di recente pubblicazione uno studio in cui si evidenzia come l'integrazione di pratiche basate sulla consapevolezza tra cui la meditazione, unitamente agli altri interventi terapeutici, possa migliorare l'efficacia globale del trattamento del dolore cronico e ridurre l'utilizzo dei farmaci (Mindfulness-based interventions for chronic pain: Evidence and applications.Majeed MH, Ali AA, Sudak DM.)

Apparato cardiovascolare, prevenzione degli eventi ischemici, respirazione

A settembre di quest'anno l'American Heart Association si è espressa in merito definendo la pratica della meditazione come uno strumento che può essere efficace e di aiuto nella riduzione del rischio cardiovascolare e nel contenimento dei fattori ad esso correlati. Alcuni dati sono presenti anche per quanto riguarda la prevenzione secondaria. In uno studio pubblicato nel 2012 un gruppo di soggetti affetti da malattia coronarica ha intrapreso un percorso di meditazione. Nei 5 anni successivi i ricercatori hanno riscontrato una riduzione del rischio di eventi ischemici pari al 48% nei partecipanti. Anche la funzione respiratoria e l'ossigenazione sono state poste in relazione alla pratica meditativa, riscontrando nei praticanti una riduzione della frequenza respiratoria e una migliore saturazione, oltre ad una riduzione della pressione arteriosa. La meditazione induce variazioni favorevoli di diversi parametri clinici a livello cardio-respiratorio, come descritto anche nel recente studio pubblicato su Psychophysiology.

Ottimizzazione della risposta infiammatoria

Numerosi studi effettuati nell'ultimo decennio descrivono un impatto della meditazione anche a livello della regolazione della risposta infiammatoria. Una review effettuata presso la Coventry University e pubblicata sulla rivista Frontiers in Immunology ha evidenziato che gli studi clinici presi in considerazione indicano che la meditazione lo Yoga e il Tai Chi sono associati a una ridotta espressione del gene NF-kB che è promotore della produzione di molecole infiammatorie; questo dato suggerisce che le pratiche meditative e quelle suddette possono ridurre il rischio di sviluppare malattie legate a eccessiva risposta infiammatoria e alla compromissione della risposta immunitaria, secondaria a stress cronico.
La meditazione quindi può arrivare a cambiare l'espressione genica, facendo in modo che l'attività del DNA sia funzionale al benessere.

Miglioramento della funzione e riduzione della sintomatologia gastrointestinale

Studi recenti hanno confermato che il disagio psicologico è in grado di alterare l'immunità sistemica e intestinale. La pratica della meditazione è risultata efficace per alleviare i sintomi gastrointestinali e migliorare la qualità della vita nei pazienti con disturbo gastrointestinale funzionale ( Wu JC: Psychological Co-morbidity in Functional Gastrointestinal Disorders: Epidemiology, Mechanisms and Management).

Quelli citati sono solo alcuni dei molteplici studi clinici e contesti in cui la meditazione si è già dimostrata un valido alleato per la salute ed il benessere. Ma al di là delle specifiche situazioni cliniche in cui può essere utilizzata efficacemente, è interessante comprendere e fare esperienza diretta del suo valore più autentico di “strumento per la navigazione” nella vita.

Buona meditazione.


Irene Pacetti
Medico chirurgo specializzato in Medicina Interna e Naturopata
www.irenepacetti.it
email: ire.pacetti@gmail.com
tel: 3491873650