Quando le Parole parlano al Corpo: l' Antiginnastica

 

All’inizio della pratica dell’Antiginnastica, ci si accorge con sorpresa che l’esperto non fa vedere i movimenti.  E molto presto ci si rende conto che non li mostrerà mai e che va bene così.  Anzi è molto meglio!  Si comprende che non si tratterà di copiare e imitare la postura o la gestualità di un altro corpo che viene proposto come modello.  Ed è un sollievo, la pressione scompare.  Non ci sarà niente che si debba riuscire a fare.  Non ci sarà nessuna perfezione da raggiungere, non ci sarà competizione.

Allora si ascolta, si aprono le orecchie, ci si lascia guidare.  Parole semplici e precise, ed immagini, mettono in luce le diverse parti del corpo ed aiutano a situarle.  Gli occhi, la lingua, la nuca, le spalle, la schiena, i glutei, il petto, il ventre, le cosce, i polpacci, le piante dei piedi, le cinque dita dei piedi prendono vita e senso, acquistano in libertà e autonomia. Ed allo stesso tempo si scoprono i loro indefettibili legami.

Le parole dell’esperto parlano al mio corpo.  Guidato dalle sue parole, il movimento si può fare o si può non fare, si può disfare per poi rifarsi. Esso nasce all’interno della mia persona. E’ una questione di desiderio e di intimità. Io sono con me stesso, mi muovo per me e da me. E non perché mi si dice di farlo.

Le parole che si ascoltano sono state scelte con cura, sono mature, ponderate.  Sono precise e delicate. Non urtano, non feriscono.  L’esperto conosce la forza e la potenza delle parole che offre. Alcune aprono delle porte, permettono di osare un movimento che sembrava fino a lì impossibile, di andare oltre un limite che ci si era imposto senza neppure saperlo.

L’esperto parla di un corpo che oscilla come mosso da un forte vento,  di braccia che si tendono come per prendere un oggetto desiderato,  di occhi che sognano e si muovono sotto le palpebre.  Le immagini sono semplici, almeno in apparenza, alcune sono leggere come un volo di farfalla, altre ancorano nel terreno.  Alcune risvegliano ricordi, socchiudono le porte dell’inconscio, sollevano il velo, allentano il freno.  Ci sono delle parole che risuonano e si fanno strada nel tempo, ben più in là del momento della seduta, dell’incontro.  Il movimento accennato continua, si sviluppa, il corpo non si ferma più. E con lui, il pensiero, la riflessione, la creatività.

Le neuroscienze ci dicono che il pensiero non è né astratto né impalpabile e che non può esistere al di fuori del nostro corpo.  La riflessione ha bisogno delle sensazioni per potersi sviluppare.  Quando sentiamo Sonia alza il braccio Arturo batte le palpebre, il nostro cervello attiva le aree motrici responsabili dei movimenti del nostro braccio o dei nostri occhi. Imita l’azione di alzare il nostro braccio o di chiudere i nostri occhi per permetterci di comprendere la frase.  E viceversa, i movimenti del nostro corpo e l’attivazione dei nostri muscoli  attivano il nostro cervello e stimolano il nostro pensiero. In altre parole, muoverci ci aiuta a riflettere e a dar forma alle nostre idee.  Sciogliendo le tensioni del nostro corpo, grazie alle parole, l’Antiginnastica stimola il nostro spirito. Perché privarcene?
 
(Testimonianza tratta dal sito https://antigymnastique.com/it/)
 
antiginnastica

 

L'Operatore: Filippo Balzani

 

  

Filippo Balzani è un esperto certificato, ha frequentato la scuola di Formazione a Napoli con Ivana  Persico ed Emanuela Brigliadori.

  La passione lo ha condotto fino all’antiginnastica che l' ha portato finalmente alla scoperta  del proprio corpo, per questo ha deciso di proporre questo metodo.

 

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