Adolescenza: come affrontare i cambiamenti con l'Arteterapia

 

 

Negli ultimi anni, un numero crescente di documenti di rilevanza mondiale identifica l’adolescenza con quella fase della vita compresa tra i 10 e i 24 anni.

Anche se ampliata nella durata, l’adolescenza rappresenta sempre un periodo complesso e delicato che coinvolge contemporaneamente ragazzi e genitori: è una grande sfida verso la maturazione, la crescita fisica, quella emotiva e cognitiva (ci si sposta dal pensiero concreto al pensiero astratto) e al contempo rappresenta un grande enigma esistenziale. La perdita dell'infanzia è un processo doloroso, le sfide evolutive spesso scoraggiano, l’insicurezza aumenta, le esigenze, e di conseguenza i conflitti, crescono. I ragazzi in età adolescenziale si ritrovano in balìa di cambiamenti repentini, in cui è il lato emotivo a risentirne principalmente; avere a che fare con emozioni, spesso contraddittorie e travolgenti, genera nell’adolescente uno stato di confusione e smarrimento. Questo passaggio è fondamentale in quanto bisogna ricordare che sono proprio le emozioni a guidare, nel bene e nel male, il nostro processo decisionale.

Durante questo periodo di crescita i genitori dovrebbero stare accanto ai loro adolescenti aiutandoli ad apprendere la gestione delle proprie emozioni; ma per l’adulto che cerca di stabilire una relazione in tal senso diventa quasi sempre impossibile fornire un supporto efficace: la resistenza all'autorità dei genitori e la mancanza di fiducia nel mondo degli adulti sono elementi chiave per i ragazzi nell’elaborazione e nella ricerca di se stessi.

Con l’addentrarsi in questa fase, infatti, i ragazzi sviluppano il desiderio di trovare la propria individualità e questo percorso passa necessariamente per:

la totale concentrazione su se stessi

l’estrema dipendenza dai propri pari

il sottrarsi il più possibile dall'influenza dei propri genitori

 

Le famiglie di solito si trovano impreparate nell’affrontare questo insieme di cambiamenti e il risultato più comune è l’instaurarsi di un rapporto genitore-figlio conflittuale e sempre più distante. Questo succede anche perché i cambiamenti psicologici dell'adolescenza avvengono rapidamente, spesso prima che i cambiamenti fisici diventino evidenti. A tutto ciò dobbiamo aggiungere anche la forte influenza dei fattori esterni: questo delicato percorso, infatti, si inserisce in un contesto sociale ed economico sempre più complesso, sia per gli adulti che per i ragazzi. Basti pensare ai progressi tecnologici dell’ultimo secolo, che hanno portato indubbiamente facilitazioni e progresso, ma allo stesso tempo molte implicazioni negative: i ragazzi si trovano a dover fare i conti con una società commerciale piena di stereotipi poco realistici, proiettati da media a cui spesso affidano la propria immaginazione, e ad affrontare, senza armi adeguate, fenomeni nuovi e dilaganti come quello del cyberbullismo.

 

Ecco perché non dobbiamo stupirci se succede raramente che un adolescente avanzi una richiesta di aiuto ai propri familiari. Ed è ancora più difficile che succeda attraverso una richiesta di aiuto verbale. L’importanza di intercettare in questa fase di vita problemi e sofferenze dei ragazzi è fondamentale perché molti dei comportamenti che si presentano durante l'adolescenza hanno poi implicazioni sulla salute e lo sviluppo futuri. Ad esempio, l'uso di alcol e la condizione di obesità nella prima adolescenza non solo compromettono nel breve termine lo sviluppo, ma compromettono poi gravemente la salute in età avanzata.

 

Ma come intercettare queste problematiche?

I ragazzi comunicano tramite metafore perché esprimere in modo diretto le emozioni può essere un compito incredibilmente difficile per loro, soprattutto quando sono costretti a farlo. Per questo vi è la necessità di trovare forme di comunicazione diverse da quelle usate dalle forme tradizionali di terapia.

 

L’arte terapia esce dai soliti schemi precostituiti cercando di combinare il linguaggio artistico, più vicino alle forme di comunicazione dei ragazzi, con il dialogo verbale.

L'arte come linguaggio attinge dalla creatività dei ragazzi offrendo loro una forma di comunicazione che non li fa sentire “minacciati”, neutralizzando le paure rispetto all’esposizione verbale che ci si aspetterebbe. Inoltre, l’uso del mezzo artistico fornisce un fattore di piacere, che non è quello che gli adolescenti si aspettano di incontrare, e stimola il loro desiderio di essere espressivi.

Per i giovani che cercano comprensione e un metodo di comunicazione affine al loro mondo, questa fusione di modalità terapeutiche li aiuta a praticare un'espressione sana, in grado di costruire fiducia, visualizzare i problemi, risolverli e acquisire intuizioni importanti.

 

Inoltre, l’arte terapia prepara i ragazzi ad essere creativi in ogni ambito della loro vita, trasformando la creatività in uno strumento di “recupero sano” della relazione con il loro presente, e aiutandoli nell’apprendimento di nuovi approcci per affrontare il dolore, il trauma e i rapporti difficili, di cui l’adolescenza è disseminata.

 

 

GIORGIA FILIPPONE: Arteterapeuta, Laurea Educatrice Professionale, Laurea Psicologia, Insegnante di yoga.