BODY-MIND CENTERING®

 

con SIMONA LISI

danzatrice, coreografa e BMC® Somatic Movement Educator

 

 

Il Body-Mind centering( BMC®), è un approccio integrato all’analisi e alla rieducazione del movimento somatico: attraverso l’embodiment e la riorganizzazione dei pattern porta ad accrescere la consapevolezza e l’efficienza con cui ci si muove nel mondo. Si impara a conoscere il proprio corpo e sviluppare una migliore consapevolezza del tono e della modalità di azione delle diverse strutture andando a incorporare “la mente” di quel sistema attraverso l'utilizzo di  visualizzazione, tocco, suono e movimento consapevole.

Sistema scheletrico, organi, fluidi, sistema nervoso, ghiandole, sensi, tutti i sistemi del corpo vengono analizzati e consosciuti per integrare ognuno di essi nell'azione globale del corpo-mente.

Lo studio del BMC si basa su fondamenti di anatomia, fisiologia, psicologia e sugli schemi di sviluppo senso-motorio in età evolutiva.  Ha una vasta gamma di applicazioni: educazione e pratica del movimento, danza, yoga, bodywork, riabilitazione, psicoterapia, sviluppo infantile, educazione, musica, voce, arte, meditazione, arti marziali, atletica e altre discipline che coinvolgono l' insieme mente-corpo. Si sviluppa dalla ricerca di Bonnie Bainbridge Cohen sul continuum corpo-mente, da lei avviata nei primi anni ’70 e condivisa nel tempo con un gran numero di collaboratori, studenti e pazienti che contribuiscono alla crescita e alla diffusione di questo approccio.

La scoperta di come quel meraviglioso strumento che ci contiene e sostiene possa influenzare il nostra stato vitale, il nostro movimento, la voce e la percezione sarà uno step fondamentale per riappropriarsi dell'integrità corporea, spesso messa in discussione da una vita frenetica e complessa. Questa è una società che esige altissimi livelli performativi e spesso più ruoli da interpretare allo stesso tempo. Ritornare alla realtà e concretezza della nostra anatomia può darci un profondo senso di benessere, senza entrare in uno stato meditativo “altro”, ma inoltrandoci nella profondità delle  strutture che ci compongono e riconoscendone la funzione, la bellezza e la valenza anche emotiva.